venerdì 19 giugno 2015

(DIS)Unione Europea: Immigrazione e Socidarietà

(DIS)Unione Europea: Emigrazione e Solidarietà



Quello dell'immigrazione è una problematica delicatissima. Se descritta in maniera sbagliata si può cadere nelle solite chiacchiere da "bar", generalizzando, come solo alcuni sanno fare, senza prendere in considerazione elementi estrinseci ed intrinseci necessari per comprendere questo fenomeno, come qualunque altro.

E' un problema, certo. Lo ribadiamo e lo comprendiamo. Può considerarsi un problema di sicurezza, certo. Anche questo lo comprendiamo e ne siamo dispiaciuti. Ma sarebbe bene non soffermarci su quelle che sono le notizie dei giornali, che solitamente inquadrano la situazione come semplicemente di emergenza, scaricando tutte le colpe un pò contro gli emigrati, un po' contro il governo, un po' dove capita, tranne che a se stessi.


Partiamo da un presupposto, tanto logico e scontato, quanto dimenticato dai più: gli emigrati sono prima di tutto persone. Ed in quanto tali devono essere rispettate, garantendo loro i diritti, non quelli di cittadinanza (che altrimenti dipenderebbero solo da una questione di "fortuna". "ritieniti fortunato per essere nato nella parte del mondo che conta", diceva qualcuno), ma i diritti che devono essere garantiti ad una persone in quanto parte integrante dell'umanità, la cui appartenenza può essere difesa e garantita solo dall'umanità stessa. Basta con le solite affermazione di chi pensa solo al proprio orticello. Ci si riempie la bocca di belle parole; tutti garanti dei diritti dell'uomo, tutti buonisti, tranne quando si sta parlando di qualcun altro che non sia se stesso.

Per qualcuno la soluzione a tutto è rimandarli a casa. Cacciarli, come se fossero intrusi. Per qualcuno non sono nemmeno meritevoli di aiuto, quando, invece, non vogliono altro che essere aiutati.

Ed è questo il pensiero che si condivide tra i diversi stati dell'Unione Europea. Un' Unione che si dimostra quanto mai frammentata, almeno dinanzi ad una problematica come quella dell'immigrazione. La Gran Bretagna non accetta quote di emigrati nel proprio territorio; la Francia non permette agli emigrati fermi a Ventimiglia di superare il confine, ed intanto gli stessi emigrati dormono sugli scogli.

Ma la notizia che più colpisce è quella dell'Ungheria, il cui Primo Ministro Viktor Orbàn propone di erigere un muro alto 4 metri sul confine serbo per evitare l'arrivo di ulteriori rifugiati. Stiamo parlando di uno xenofobo e fascista, che ha modificato la costituzione ungherese limitando la libertà d'espressione, criminalizzando addirittura i senza tetto e svuotando di contenuto la Corte Costituzionale , visto che non ha alcun potere di modifica dei contenuti della Costituzione.

Un fascista, che l'Europa ancora non riesce a comprendere a pieno, visto che non si ha la forza di schierarsi contro.

La cosa che più colpisce e fa sorridere è che, in un contesto unitario e di democrazia, si preferisce ipotizzare l'uscita dall'EuroZona della Grecia per i suoi debiti, ma non si ipotizza nulla del genere per l'Ungheria, lontana anni luce dal concetto di democrazia e dallo stato di diritto.

Probabilmente la più grande colpa della Grecia è quella di avere un Primo Ministro che, a scapito dei creditori, preferisce dare acqua, gas e luce alle famiglie più povere del proprio paese. Troppo Socialista e democratico per l'Unione Europea.

Questo problema dell'immigrazione mette a nudo problemi ben più ampi: l'Europa, il cui concetto principe è lodevole e da seguire ad ogni costo, sta perdendo. Viene sconfitta dalla concezione di separazione, di cittadinanza, di protezione del proprio orticello, di lodevoli principi schiacciati da persone che non hanno alcuni rispetto per i diritti dell'uomo e per la solidarietà, che dovrebbero essere principi cardine dell'Europa e degli europei.

Intanto, mentre in Europa si preferisce erigere dei muro, in Italia, nonostante le affermazioni disumane di qualcuno, finalmente abbiamo notizie positive. Notizie di solidarietà, per altro in una città particolarmente colpita da questa problematica: Roma.

Inutile entrare nel caso specifico, perdendoci in chiacchiere riportandovi la notizia; qui l'importante è dedicare due righe al significato dell'accaduto. Una città dilaniata dalla mal gestione dell'immigrazione (e non dilaniata dagli emigrati, sia chiaro), i cui cittadini non vogliono più essere rappresentati dall'odio dilagante della parola EMERGENZA (come se l'immigrazione fosse un fenomeno nuovo, che l'Italia sta attraversando solo ora), decidendo di avvicinarsi a queste persone, di aiutare queste persone, consapevoli che solo di Aiuto hanno bisogno.


Ci si può perdere in numeri, dati, ragionamenti contorti per descrivere e dare enfasi a questo problema. Ma tutto cade nella banalità quando si comprende che non c'è bisogno di altro che di SOLIDARIETA'. A partire da noi, componenti di uno Stato che dovrebbe essere civile e garante dei più alti principi di umanità, sino agli stati stessi, alle loro rappresentanze, per arrivare all'Unione Europea e poi al Mondo intero. Se ogni Stato si assumesse la responsabilità di gestire una quota di emigrati, se da questo partisse una volontà politica di organizzazione dei flussi migratori e di integrazione sociale, attualmente non staremmo parlando di problema o emergenza. Allo stato attuale, la solidarietà non la si prende in considerazione, anzi la si fa schiantare contro un muro!


Giovani Democratici Alberobello


Scritto da: Daniele Amatulli

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