Segretario
della lista Alberobello Futura, Vittorio Palmisano: “dico due cose che sono
fondamentali per il dibattito politico: il concetto di bene comune e il
concetto di interesse collettivo. L'interesse collettivo è molto importante per
dibattere. Interesse collettivo significa che in un paese si dà mandato ad un
sindaco, che sia di destra, di sinistra o di centro, di governare. Quindi c'è
un interesse di una maggioranza nel fare delle cose, che fa delle scelte
DEMOCRATICAMENTE e l'unico modo perché una maggioranza poi venga ad un certo
punto delegittimata a compiere ulteriori atti in futuro è proprio la votazione,
il massimo momento della democrazia. Una maggioranza acquisisce per il voto
democratico dei cittadini l'autorizzazione a fare delle cose, si assume la
responsabilità, se queste cose non vi piacciono ad un certo punto ci sarà il
cambio della guardia, ma non ci spaventa questo. E VI CONSIGLIO DI FREQUENTARE
LE SCUOLE DI FORMAZIONE POLITICA.”
6
DICEMBRE: incontro tra comitato cittadino per la riqualificazione dell’area ex
mercato coperto e giunta di maggioranza. Il discorso sopra riportato viene
fatto verso
la
fine dell’incontro dal segretario del partito di maggioranza, Vittorio
Palmisano. Proprio da quel discorso vogliamo incominciare la nostra
analisi su quello che è stato l’atteggiamento e il pensiero politico dell’amministrazione.
Il discorso tenuto dal segretario, che pare proprio sapere il fatto
suo, solleva non poche perplessità. Prima di tutto sulla questione delle
scelte democratiche che vanno a cozzare con il suo (e solo suo) concetto di
legittimità ottenuto dal voto.
In un paese veramente democratico il
confronto, la condivisione di idee e i pareri tecnici o meno, sono fondanti per
ogni singola scelta politica e amministrativa che riguarda l’interesse
collettivo, in particolare se riguarda un’area che i cittadini hanno considerato di
grande importanza per sé stessi, per i turisti e per la bellezza storica e
paesaggistica dei trulli circostanti.
Non avendo dato adito ad una proposta referendaria, non conosciamo il
numero certo di chi sostiene il Comitato, come non sappiamo in quanti
sostengano il Sindaco. Con tutta probabilità la maggioranza non conosce nemmeno
uno per uno i propri elettori. Quanti di questi ora sostengono il Comitato?
Quanti, dopo aver legittimato la giunta ad amministrare, hanno deciso di
delegittimarla indirettamente per la scelta che ha fatto? Ma a quanto pare
questo non interessa. Dopo la votazione, seguendo i più vecchi luoghi comuni, i
cittadini votanti, almeno secondo taluni segretari, non possono avere più voce
in capitolo rispetto alle scelte dei propri amministratori, gli stessi che
hanno votato. Per qualcuno la democrazia si esaurisce appena fuori il seggio.
Noi non
siamo d’accordo. In un paese con un ridotto numero di cittadini,
potendo sfruttare diversi mezzi di coesione, condivisione e dibattito, oltre
che il concetto di Democrazia Diretta (consigliamo al caro Segretario Vittorio
Palmisano di andare a studiarlo) rendendo ogni singolo cittadino
partecipe alle decisioni amministrative, si sceglie la strada di una politica
oramai passata: io amministro, io decido. E la democrazia può andare a farsi benedire.
Ovviamente
cogliamo l’invito di Vittorio Palmisano
di seguire un corso di formazione politica, ma ci poniamo una domanda:
durante quale Repubblica o Governo Liberale ha
seguito questo corso di formazione politica? Scusi, ma non ci troviamo con i
concetti chiave!
Se analizziamo quello che è stato
l’incontro tra comitato e sindaco, notiamo sin da subito la direzione che
questa amministrazione vuole prendere. L’incontro che doveva servire ad
ascoltare e confrontare i vari pareri, pareva più un contentino dato dal
Sindaco al Comitato. Non c’è stata nemmeno una minima apertura al punto di
vista, seppur
differente, del Comitato. È servito solo per confermare ancora una volta la
chiusura dell’Amministrazione dinanzi al volere di alcuni cittadini, confermando
di voler continuare inesorabilmente il proprio progetto.
Attacchi anche sul personale, voce alta
per sovrastare gli altri, alcuni prendevano parola utilizzando come deterrente
ciò che veniva detto su di un social (come se da parte loro fossero uscite solo
rose da quelle tastiere, utilizzando le bugie come arma principale e
l’illazione come base della discussione), senza spiegare perché era
d’accordo con il Sindaco - forse perché lo era a prescindere -, facevano da
cornice ad un incontro che poteva tenersi anche in un bar e forse non avremmo
notato la differenza. L’obiettivo del Comitato di
condividere idee e pareri differenti ha fatto la stessa fine della democrazia
sopra riportata. Ancora una volta l’amministrazione ha dato prova di sé.
Il moderatore dell’incontro chiese quale fosse l’alternativa del
Comitato Cittadino: secondo la natura della protesta stessa, secondo anche
quello detto sino ad ora, noi non vogliamo presentare un’idea sperando che
venga condivisa dai più. La nostra alternativa è Democratica: metterci intorno ad un tavolo, senza
pubblico per cercare applausi, senza telecamere per fare comizi, spinti solo dalla
volontà di creare qualcosa che possa coniugare i pareri e le opinioni di tutti.
Partecipazione e concorso di idee
sono la nostra alternativa. Alternativa ad un problema che è anche politico e
amministrativo.



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